Glossario

Termini di uso frequente negli ambiti di odontoiatria e medicina:E.A.V.
Elettro Agopuntura Voll.

FITOTERAPIA
La fitoterapia (a volte anche impropriamente definita fitomedicina) è, in senso generale, quella pratica medica umana comune a tutte le culture e le popolazioni sin dalla preistoria, che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere. Data l’antichità di questa pratica, che con tutta probabilità rappresenta il primo esempio di pratica terapeutica umana, e data la sua generalizzata distribuzione geografica, è impossibile dare una descrizione di essa in termini di un sistema terapeutico specifico (come ad esempio è possibile fare per l’omeopatia). Piuttosto è sensato dire che l’utilizzo terapeutico delle piante si ritrova in tutti i sistemi terapeutici umani, da quelli più antichi e basati su osservazione ed empiria, a quelli più sofisticati e con livelli di complessità teorica elevata, fino alla moderna biomedicina. Dal punto di vista terminologico, limitandosi alla Unione Europea, solo da pochi anni, e limitatamente alla Gran Bretagna, esiste una categoria professionale istituzionalizzata di fitoterapeuti, con percorso formatico universitario distinto da quello previsto per la biomedicina, e con protezione legale del nome. Negli altri stati membri della UE il termine fitoterapeuta non ha valore legale, e la fitoterapia non è una branca riconosciuta delle biomedicina. Il termine viene dal greco “phyton” (pianta) e “terapeia” (cura).
La fitoterapia è considerata una medicina alternativa o complementare nella maggior parte degli stati membri della UE e negli Stati Uniti, anche se alcune piante e soprattutto alcune frazioni di pianta sono riconosciuti e sfruttati anche dalla medicina scientifica tradizionale. La medicina popolare si serve di queste sostanze da tempi immemorabili. Ippocrate citava il rimedio come terzo strumento del medico accanto al tocco e alla parola.

FLORITERAPIA
La Floriterapia è stata annessa fra le Medicine Alternative dall’OMS dal 1976. Rappresenta una branca emergente della medicina biologica, che si avvale di una serie di essenze naturali preparate a partire da fiori silvestri. Lo studio delle proprietà curative dei fiori, patrimonio di antiche tradizioni mediche di diverse parti del mondo, fu particolarmente curato, per la prima volta in chiave moderna ed originale, dal medico gallese Edward Bach, fra gli anni 1926 e 1934. La modalità di preparazione, pur essendo riconosciuta dalla farmacopea omeopatica inglese, è diversa dalla classica preparazione dei rimedi omeopatici, perché non si avvale né della succussione Hahnemanniana, né della diluizione a flusso Korsakoviana. L’infusione finale ha una particolare “informazione di campo” in grado di entrare in risonanza con il nostro organismo. Cosa sia in floriterapia questa informazione in termini fisici? lo stiamo ancora studiando: un campo elettromagnetico, un dominio di coerenza nei cluster dell’acqua, un campo di forza con orientamento di spin nucleari? La scienza ha già in gran parte dimostrato come un’informazione può essere catturata dalle strutture paramagnetiche e piezoelettriche del corpo umano, per formare dei “domini di coerenza”, degli “attrattori caotici”, e sicuramente i rimedi di cui stiamo parlando sono degli “attrattori”, dei “risuonatori” in grado di agire sulla mente e sul corpo.

INTOLLERANZA ALIMENTARE
Lo studio sulle reazioni allergiche agli alimenti fa parte di quella metodica medica, complementare alla tradizionale, chiamata Ecologia clinica, lo studio cioè delle reazioni del nostro organismo all’ambiente esterno. L’idea che l’allergia a determinati alimenti procuri reazioni alterate all’organismo, è conosciuta da tutti (intolleranza la glutine od al lattosio nei bambini) ma ben pochi sanno che dette reazioni possono manifestarsi in maniera “mascherata”, provocando disturbi cronici a qualsiasi organo ed al sistema emotivo. Difatti, le tossine che si formano durante la risposta all’intolleranza, hanno un organo bersaglio specifico per ogni persona. Le metodologia diagnostica utilizzata per individuare le sostanze allergizzanti può essere di tipo tradizionale (prove in vitro sugli anticorpi prodotti) o “alternativa”, effettuata con tests elettronici di misurazione sui punti dell’agopuntura classica.

INTOSSICAZIONE DA METALLI PESANTI
Nella categoria dei metalli pesanti rientrano: piombo, mercurio, cadmio, arsenico, nichel e alluminio. La loro accumulazione nell’organismo è il risultato della progressiva contaminazione ambientale; la sola lavorazione del piombo e il processo di combustione della benzina immettono nell’atmosfera migliaia di tonnellate di tale metallo che verrà inalato oppure ingerito una volta depositato sui raccolti. Una delle fonti più comuni di intossicazione, oltre a quella dovuta la fumo, è di tipo “iatrogeno”, ossia dovuta all’applicazione di amalgame a base di mercurio da parte del medico odontoiatra. Numerosi studi hanno dimostrato che esiste una stretta connessione fra l’incapacità di apprendimento e/o l’iperattività infantile e l’accumulo di metalli pesanti (il piombo in particolare). I primi sintomi di tale avvelenamento possono essere: mal di testa, dolori muscolari, stitichezza, vertigini… La modalità più diffusa per il controllo sull’intossicazione da metalli pesanti sono il mineralogramma del capello e il test sulle urine.

MEDICINA QUANTICA
Nell’ambito della medicina bioenergetica, che studia e misura le dinamiche delle energie- informazione (frequenze) trasmesse o prodotte da atomi, molecole, sostanze, cellule, tessuti, organi e sistemi, la medicina quantica esplora profondamente l’anatomia energetica del corpo umano: studia l’energia vitale, elemento essenziale di trasmissione e coesione delle giuste informazioni-frequenze, dalle quale dipende tutta la vita manifestata. Secondo la moderna visione olistica, questa energia unisce l’uomo nella sua realtà Psico-Fisica.

METAL-FREE
Libero da metallo.

MINERALOGRAMMA
Il mineralogramma (TMA), è una biopsia minerale di un tessuto molle. Una biopsia è l’analisi di un tessuto del corpo; in questo caso serve a determinare i livelli dei minerali. Il capello è classificato come tessuto molle del corpo. L’analisi minerale del capello fornisce una lettura del deposito dei minerali nelle cellule e negli spazi interstiziali del capello in un periodo di due-tre mesi (a seconda della lunghezza). Questa analisi è considerata uno screening test, il quale, per definizione, non fornisce una diagnosi di una malattia o condizione patologica.
Gli screening tests sono spesso sottovalutati in medicina; essi possono, comunque, svolgere un notevole ruolo nella prevenzione e nella diagnosi precoce di disturbi fisici e mentali.
Perché il capello?
Il capello è un eccellente tessuto da biopsia per alcune diverse ragioni:
– la campionatura è semplice e non traumatica (indolore);
– il capello è un materiale da biopsia stabile che non richiede particolari trattamenti;
– i livelli del minerali nel corpo sono circa 10 volte maggiori di quelli del sangue (maggior accuratezza nel responso);
– solo il capello fornisce una lettura cellulare dei minerali, i metalli tossici si concentrano nei tessuti molli fra cui anche il capello, non nel sangue e nelle urine.

NUTRIZIONE BIOLOGICA
E’ quella branca della Medicina che definisce tipologia, quantità e metabolismo degli elementi nutrizionali adatti all’armonico sviluppo dell’organismo; la ”misura adeguata” con cui fornire in un dato momento i necessari nutrienti, pertanto questa, che può essere assimilata ad una vera e propria terapia, indica l’armonica misura degli alimenti per ciascun soggetto in funzione della condizione di salute o malattia e l’individualità della scelta degli stessi.

OLISMO
Interpretazione della totalità ed unità dei sistemi viventi dalla cui interazione nasce l’equilibrio dell’organismo.

OMOTOSSICOLOGIA
L’omotossicologia trova la sua derivazione dalla omeopatia che viene fatta tradizionalmente risalire ad Hanemann; già Ippocrate e poi Paracelso curavano utilizzando il “principio dei simili” (Similia Similibus curantur). Solo di recente si è riusciti a chiarire il meccanismo di azione dell’omeopatia grazie ai risultati di un nuovo ramo di ricerca condotta dal Dott. Reekeweg, l’omotossicologia, ovvero “la ricerca dei fattori velenosi per l’uomo” (le omotossine). La ricerca ha evidenziato come tutte le manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro le tossine con il fine di renderle innocue ed espellerle; il corpo può vincere, perdere, o subire danni di diversa gradazione. I numerosi antibiotici, antidolorifici, antireumatici moderni soprattutto in quanto utilizzati in modo troppo disinvolto, hanno azione inibitoria e spesso irreversibile sui sistemi enzimatici intracellulari, potendo compromettere le capacità di difesa dell’organismo. Il meccanismo di azione del farmaco omeopatico, in modo del tutto simile ai vaccini, cerca di imitare la malattia che vuole curare attivando i meccanismi difensivi, incrementando le riserve rispetto alla risposta immunitaria già in corso contro l’omotossina. La diluizione del rimedio omeopatico è stata provata nella sua efficacia, in quanto bassi dosaggi di un rimedio attivo eliminano i fattori velenosi, esercitando un’azione stimolante sulle funzioni vitali in senso antitossico.